Diario di uno stinco di santo

Un nuovo cuore messo a nudo

Infiniti mondi lenitivi

Pubblicato da binex su 9 febbraio 2010

A me, che sono naturaliter un tipo più metafisico che fisico, di tutta la faccenda dei molti mondi, qualunque origine abbia, m’interessa molto di più l’idea che le dimostrazioni teoriche o pratiche: è necessario però che queste ultime esistano ed abbiano un buon grado di attendibilità — pur non essendo certezze. Se poi questa idea ha una discreta probabilità di essere addirittura alla base materiale di tutta la nostra esistenza, come ad esempio nella cosmologia
inflazionaria, ne viene che le possibilità metafisiche costruibili a partire da essa saranno dotate di un senso del meraviglioso e del fantastico che ritengo irresistibili per la mente.

Perché? La prima risposta che do è che, nonostante l’abbondanza di persone che ci circondano e l’enorme distesa di stelle tutte attorno a noi, è assai comune sentirsi allo stesso tempo soli e prigionieri, per cui l’idea di una infinità molto più grande di quella vissuta, pervasa da una molteplicità senza fine di esseri di ogni tipo, diventa una fantasia di libertà — come, stando in una cella, aprire una finestra verso un esteso panorama naturale oppure immaginare viaggi in terre lontane e
sconosciute. Il fatto stesso di pensare che c’è infinitamente molto di più ci rende in qualche modo felici — o perlomeno desta una felice meraviglia nel pensiero, come se l’unicità che sentiamo ci gravasse enormemente sulle spalle.

Che anche questo sia alla fine un inganno di cui si ha chiara coscienza non è importante, ciò che conta è il sollievo dell’esperienza che si fa, la sua facoltà lenitiva.

Pubblicato su pensieri | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Co(g)itazione

Pubblicato da binex su 8 febbraio 2010

Cercando materiale in italiano su David Lewis mi sono imbattuto in un blog di filosofia analitica che sta proprio sulla piattaforma wordpress.com e che si chiama variabili libere. All’interno del sito ho trovato un post del 2008 di Federico Perelda in cui si discute se il cogito ergo sum di Cartesio sia o meno un sillogismo (lui pensa più di sì che di no).

Io non sono un filosofo, tantomeno conosco tecniche e termini filosofici (ancor meno quelli analitici) e ciò che so di filosofia risale ai tempi del liceo e a qualche rada rimasticatura posteriore, per cui questa discussione mi ha sorpreso perché ho sempre pensato che l’importanza di Cartesio nella storia della filosofia derivasse proprio dal fatto di non considerare il cogito un sillogismo ma una sorta di verità immediata e indiscutibile a partire dalla quale egli (o qualunque altro) può costruire un insieme di certezze.

Se quel pensiero fosse un sillogismo deriverebbe per forza da una premessa seconda la quale tutto ciò che pensa è: in questo caso però la scoperta di Cartesio non sarebbe granché, tal quale se avesse detto: “il mio animale è un cane dunque abbaia (sempre che non gli tagli la lingua…)”. Ho sempre creduto invece che Cartesio desumesse la verità che tutto ciò che pensa è, a partire proprio dal fatto che lui pensa e dunque è. Ammesso perciò che vi siano altri enti che pensano di necessità ne segue che anche loro sono (almeno quando pensano).

Non so se Cartesio si basi, come dice Perelda, su un principio di Platone per cui il nulla (il non-essere) non può fare alcunché, tanto meno pensare, in ogni caso secondo me questo principio non può che essere a suo volta autoevidente ma non prima del cogito bensì in concomitanza ad esso. Si tratta di una sorta di movimento del pensiero autocosciente che coglie insieme e in un colpo solo entrambe le verità — che poi è una sola verità quella cioè che se penso sono perché il non-essere comporta il non pensare! Si tratta di una sorta di tautologia fondamentale su cui costruire tutto il resto — è come il main loop di uno script informatico: qui sono impostate le variabili fondamentali e le prime chiamate ad eventuali funzioni. Il linguaggio poi esprime questa verità in forma causale, sillogistica certo, ma l’apprensione di questa verità non è tale, cioè non accade che si scopra prima una parte e poi l’altra ma invece tutta assieme.

Non credo ci possano essere demoni maligni che riescano a mettere in crisi questa assunzione anche perché nessun demone potrebbe ingannare qualcuno che non è perché se m’inganna allora ci sono!

Il mio pensiero, di qualunque tipo sia quanto a contenuti e a forma, significa innanzitutto che io sono: si potrebbe certo argomentare su che cosa mi autorizza a dire io e poi su che tipo di cosa sono ma non sul fatto che cogito ergo sum.

Infine una nota a margine: ritengo certi tipi di sillogismi in realtà una specie di tautologie, ad esempio quelli del tipo:

Ogni A ha la proprietà X, B è un A dunque ha la proprietà X.

La ritengo una tautologia perchè nella premessa c’è già la verità di ciò che segue e non si tratta neppure di una esplicazione analitica ma solo di una precisazione superflua. La vera nuova conoscenza è stata fatta quando si appurato che B è un A (e questo non accade nel sillogismo ma fuori di esso), il resto è inutile.

Pubblicato su pensieri | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Nuovo ritmo

Pubblicato da binex su 7 febbraio 2010

Ho dovuto ritornare sui miei passi e modificare un po’ la tabella di allenamento rendendola più leggera e breve: ho avuti infatti alcuni guai sia direttamente fisici che di stress che m’impongono di prendermela più comoda. La nuova tabella con le istruzioni che trovate in allegato prevede solo 2 esercizi al giorno (previo buon riscaldamento) ed io la eseguo 3 giorni su 4 per 3 round (per ora e sostituendo le parallele con la panca con un manubrio ed un braccio alla volta). Sin qui ho avuto buone sensazioni dopo ogni allenamento, sia fisiche che mentali — speriamo continui così!

my_wk_100130.pdf

Pubblicato su training | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento »